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3

ott

2009

SIMONA VENTURA INTERVISTATA DA LIBERO

By NiCo. Posted in News, TV |

“Le cannonate di Simona” di Alessandra Menzani (3 Ottobre 2009).

SIMONA VENTURA

Le “Dieci domande” a Simona Ventura diventano undici, e poi dodici, tredici e molte di più…

La “Duchessa di Milano”, come si autodefinisce perché «nella Rai dicono ci siano tanti ducati» ci accoglie nella sua casa con terrazza vicino alla Stazione Centrale mentre si prepara alla premier di “Barbarossa”.

Prima appaiono le sue gambe, lunghe e ancora bellissime, poi lei. Coda di cavallo, camicia da cowboy, pantaloncini e ballerine, accende la tv su Sky Tg24 e la sigaretta, solo una in un’ora e mezzo di intervista, si raggomitola sul divano, ti dà un colpetto sulla spalla quando spara una cannonata (spesso) ed è una specie di flusso di coscienza. Santoro, Lerner, Berlusconi, D’Addario, Mediaset, Rai, la destra e la sinistra. Un’escalation che parte dal suo show di Raidue, “Quelli che… il calcio” e finisce con il wurstel della Marcuzzi.

Gli ascolti tengono benissimo nonostante la concorrenza di Barbara D’Urso.

«Lo sa, non commento il lavoro dei colleghi. Noi siamo lì da nove anni, facciamo la nostra trasmissione».

Tra l’altro ha tirato una bella gufata alla “Tribù” di Canale 5. Nemmeno è partita.

«Già, quell’esternazione potevo tenermela per me anche perché non avevo visto il programma («Sembra il clone dell’Isola», aveva detto, ndr), mi scuso con Paola Perego e Presta, non era cattiveria: non puoi farlo un reality in un mese e mezzo, per l’“Isola” ci mettiamo un anno. Questo discorso vale per tutti, anche per “X Factor”: prima i casting duravano sei mesi, ora due, non che i cantanti di questa edizione siano meno bravi, ma qualcosa sul campo lasci. Gli ascolti? Forse il talent è partito troppo presto nell’ultima edizione».

Le piace Claudia Mori?

«Sì, “X Factor” la cambierà».

Secondo Lady Celentano la televisione forgia donne-oggetto, che se non si rifanno sono tagliate fuori.

«Non sono d’accordo. Ci sono le veline, ma ci sono tante conduttrici vestitissime, bravissime come Maria De Filippi, Antonella Clerici e Daria Bignardi. E poi scusi, perché una deve essere un cesso? Bisogna curare l’aspetto, la bella immagine».

Prendiamo lei, Simona. Si è rifatta il seno per se stessa o perché fa un bell’effetto in televisione?

«Il mio seno nuovo è stato un gesto di ribellione dopo la fine del matrimonio. Poi sono fioriti davanzali ritoccati ovunque. Mi sono chiesta: qualcuno mi avrà emulato, avrò fatto tendenza, e mi sono pentita. Ma ognuno ha la sua vita e la vive come vuole».

Poi c’è Gad Lerner che accusa Antonio Ricci e Silvio Berlusconi di aver inventato un tipo di tv maschilista. È d’accordo?

«Guardi, in questa tv berlusconiana Lerner ci è vissuto in tutti questi anni. Nel calcio se vuoi finire sui giornali devi sparare su Mourinho. In tv, invece, devi stare su Berlusconi».

Lei appare in “Videocracy”. Si sente un prodotto della tv berlusconiana?

«Non è necessariamente un male. In fondo il grande Mike Bongiorno decise di lanciare Fininvest, la tv commerciale e sono stati anni pionieristici. Sono approdata in Rai nel 2001 quando era al governo la sinistra. C’erano Zaccaria, Freccero, sono sopravvissuta a cinque direttori e non sono mai stata schierata. Sono una donna di prodotto. Equidistante dalla politica e orgogliosa di lavorare in questa azienda».

Ha visto “Annozero” con la D’Addario?

«Beh, l’altra sera è stato pazzesco. Su Raidue c’era Santoro con la D’Addario, su Raiuno Vespa tutto su Santoro: sembravano il Festival e il Dopofestival, come ha detto Santoro. Sulla D’Addario, si son fatte strategie sbagliate. L’hanno trasformata in un fenomeno. Io sono per la tolleranza. Dovevano lasciare cadere la cosa e viverla un po con ironia. Io alle provocazioni cerco di non rispondere perché, si sa, la smentita è una notizia data due volte. Lo stesso discorso vale per la Dandini».

Ovvero?

«’Lost in Wc’ è divertente, non offende nessuno. Non penso che sia lui, Berlusconi, quello che se la prende, non credo che abbia il tempo di guardare la televisione. Mi riferisco a chi gli sta intorno. Fino a prova contraria il Cavaliere era uno favorevole alla satira. Lo dico per esperienza personale. Alle “Iene” non ho mai avuto problemi. E nemmeno a “Mai dire gol”. Eravamo talmente “contro” che mi sentivo equidistante».

È più censore il centrodestra o il centrosinistra?

«Dipende dai momenti. Il centrodestra ha sempre pensato che fossi di sinistra e viceversa».

Ma lei la D’Addario l’avrebbe invitata?

«No, però farei l’imitazione. Ma non posso».

La Rai la bloccherebbe?

«Sono io che mi autocensuro. L’imitazione della D’Addario non va bene per “Quelli che”, per la domenica pomeriggio. Sarebbe più adatta per una seconda serata. Lì sì che la farei».

E dica, a chi farebbe meglio l’ Isola dei famosi”? A Dino Boffo, a Silvio Berlusconi o alla D’Addario?

«A tutti e tre. Ci camperei trent’anni con un parterre simile. Magari. L’accoppiata Premier-Patrizia non avrebbe prezzo. E Boffo sarebbe una sorpresa. È dura. Abbiamo superato ogni livello di serenità. Buttiamola sull’ironia».

Crede ancora che in «Italia si perdoni tutto tranne il successo»?

«Sì. E poi penso un’altra cosa. Come disse Franco Cristaldi a Giuseppe Tornatore, “Devi lasciare agli altri il diritto di odiarti”. Non ho l’ambizione di piacere a tutti».

Ecco, appunto, Alfonso Signorini l’ha attaccata duramente: «Superficiale», «Impreparata». Si riferiva all’episodio dei Muse. Ma non eravate amici?

«Sì. Una critica che lascia il tempo che trova, non l’ho letta. Se l’è presa perché non sono andata a ‘Matrix’ in una puntata a lui dedicata. Non potevo. L’amicizia dovrebbe andare oltre queste cose».

Crede che la Rai sarebbe capace di togliere Sanremo ad Antonella Clerici dopo il flop di “Tutti pazzi per la tele”?

«Non dovrebbe farlo! Chiudendo il programma la Rai l’ha tutelata per conservare le energie per Sanremo. Il conduttore del Festival, prima della kermesse, non dovrebbe lavorare per un anno. Bonolis è sempre stato molto intelligente».

Le dà più fastidio il due di picche di un uomo o di un concorrente che rifiuta di partecipare all’Isola?

«Ho ricevuto più rifiuti per l’Isola che due di picche, grazie a Dio. E poi non sono una che lancia le reti».

Tra una notte di sesso esagerato e il picco d’ascolti, cosa sceglie?

«Il sesso, anche se ormai da quel punto di vista sono diventata molto razionale».

L’avrebbe “mangiato” wurstel come ha fatto Alessia Marcuzzi in “Così fan tutte”?

«Era una gag simpatica. Si vede che in questo momento certi messaggi sono letti in maniera morbosa».

La tv è diventata bacchettona?

«Siamo in un momento di Restaurazione. Forse perché negli anni passati siamo andati “oltre”. Ci sono corsi e ricorsi storici. La libertà dei costumi tornerà».

In Rai come si sta?

«Il cambio del management ha avuto ritardi. Ma la Rai è come l’Araba Fenice».

In tv c’è meritocrazia?

«Sì, si va in quella direzione, i posti non sono molti. Il problema è che non sento mai dire: “Quello è più bravo di me”».

Ma lei non lavora troppo?

«Prima mi sentivo molto working girl anni Ottanta, pensavo che si potesse avere tutto. Non è così. Qualcosa mi sono persa. Passerò la mano, senza traumi».

Si sente mai sola?

«No. Ho amici, famiglia, un rapporto ritrovato con mio marito».

Stefano Bettarini? Vorrà dire ex marito.

«Beh, è l’unico marito che abbia mai avuto. Non penso che mi risposerò ormai. Come dice Madonna, piuttosto mi butto sotto un treno».

Ai suoi figli consiglierebbe, come lavoro, il calcio o la tv?

«Nessuno dei due. I “figli di” non hanno vita facile. Vorrei solo che i miei figli non crescessero come delinquenti».

Alessandra Menzani

www.libero-news.it

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One Response to “SIMONA VENTURA INTERVISTATA DA LIBERO”

  1. 1
    nedda Says:

    che bella intervista, diretta e ricca allo stesso tempo.simona è una donna di un’intelligenza, un talento, un intuito e un’ironia unici.e secondo me ha un’aura pazzesca…she’s the one :-)

  2.  

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